Torna il panico

Gianmaria Pini

2/28/20253 min read

Ci avviciniamo all’ultima giornata borsistica di febbraio con un ribasso generalizzato sui mercati finanziari, dato dalla combinazione di molteplici fattori che hanno alimentato incertezza e pressione sulle quotazioni. Questo scenario, visibile sia nei mercati azionari tradizionali che in quelli delle criptovalute, riflette un clima di cautela tra gli investitori, spinto da dinamiche economiche, politiche e psicologiche che meritano un’analisi approfondita.

Il "panico" in ambito finanziario è una reazione emotiva estrema che si manifesta quando gli investitori, spinti dalla paura di perdite imminenti, vendono asset in modo indiscriminato. Questo comportamento può essere scatenato da eventi reali (es. dati economici negativi) o da percezioni amplificate (es. rumors su politiche commerciali). Il panico si autoalimenta: le vendite abbassano i prezzi, innescano ordini automatici di stop-loss e generano ulteriori ribassi, creando una spirale discendente. A differenza di una correzione ordinata, il panico è irrazionale e spesso scollegato dai fondamentali, come dimostrato storicamente dal crollo del 1987 o dal sell-off pandemico del 2020. In questo momento, però, non c’è un panico profondo, le quotazioni si sono allontantate dai massimi ma non vediamo i ribassi tipici dei momenti più difficili. Per ora vediamo piuttosto una paura contenuta che si riflette nei livelli bassi del Fear & Greed Index.

Il Fear & Greed Index: funzionamento e interpretazione

Il Fear & Greed Index è uno strumento che quantifica il sentiment degli investitori, oscillando tra 0 (paura estrema) e 100 (avidità estrema). Per i mercati azionari tradizionali, si basa su indicatori come la volatilità (VIX), il momentum dei prezzi, il volume di opzioni put/call e la domanda di asset sicuri. Nel contesto crypto, integra metriche aggiuntive come l’attività sui social media e i volumi di scambio.

Come funziona: Ogni fattore contribuisce a un punteggio complessivo. Ad esempio, un VIX alto (segno di paura) o un aumento delle put rispetto alle call spingono l’indice verso il basso. Al contrario, volumi di acquisto elevati in un mercato rialzista lo portano verso l’avidità.

Mercato azionario e bitcoin

Ho approfondito più volte in questi documenti la fragilità nel mercato data da molteplici investimenti a leva. Questo genere di strumenti hanno alimentato un rialzo formidabile ma nascondevano insidie profonde. Quando il mercato crolla, gli investitori con posizioni a leva sono tra i primi a essere colpiti. Il problema principale è il margin call: quando il valore dei titoli scende sotto un certo livello, i broker richiedono agli investitori di depositare ulteriore capitale o liquidare le posizioni per coprire le perdite. Questo porta a vendite forzate che accelerano i ribassi di mercato, creando un effetto a catena.

Per l’Sp500 e per Bitcoin questi sono giorni di ribasso:

Sp500: -5,4% nell’ultima settimana

Bitcoin: -20% nell’ultima settimana

Specchietto per l’investitore

Nonostante le attuali oscillazioni non sono profonde come nei momenti di panico (SP500 -0,49% YTD) è giusto considerare tutte le opzioni sul tavolo come in ogni piano di investimento. Ricordiamo che nei momenti di panico, un investitore deve mantenere la calma e non prendere decisioni impulsive. È fondamentale ricordare che le oscillazioni di mercato sono normali e spesso temporanee. Prima di agire, bisogna rivedere la propria strategia di investimento e assicurarsi che sia ancora in linea con gli obiettivi di lungo periodo. Evitare di vendere in preda al panico , consultare il proprio consulente finanziario che ti aiuti a valutare con lucidità la situazione e a prendere decisioni razionali basate su dati concreti.

Disclaimer I dati riportati in questo documento hanno finalità puramente informative e non rappresentano in alcun modo una consulenza finanziaria o un invito all'investimento. Le opinioni espresse riflettono esclusivamente il mio punto di vista (Gianmaria Pini) e sono formulate in base all’attuale contesto macroeconomico. Tali valutazioni sono soggette a cambiamento nel tempo. Non si garantisce l’accuratezza o la completezza delle informazioni fornite. Le performance passate non sono indicative di risultati presenti o futuri.