Perché si scende?

Un calo fisiologico dopo due anni di crescita: i mercati si muovono in cicli, tra prese di beneficio e nuovi slanci. Mantieni la disciplina, la visione di lungo termine premia sempre.

Gianmaria Pini

12/20/20243 min read

Nelle ultime 48 ore, abbiamo assistito a un ribasso generalizzato sui mercati, sollevando interrogativi su quali possano essere le cause. Le motivazioni di un ribasso o di un rialzo non sono mai riconducibili a un singolo fattore; è necessario considerare una serie di variabili che includono tematiche economiche, condizioni di liquidità, indicatori macroeconomici e aspettative degli investitori. Uno degli elementi chiave che negli ultimi mesi ha contribuito a generare rialzi significativi è stato proprio il livello delle aspettative e i posizionamenti degli investitori. In questo contesto:

  • La Fed e Powell: Le dichiarazioni e le politiche della Federal Reserve, in particolare quelle del presidente Jerome Powell, possono influenzare significativamente i mercati. Se la Fed segnala un cambiamento nelle sue politiche monetarie, come un rallentamento dei tagli ai tassi di interesse, ciò potrebbe portare a una revisione delle aspettative di mercato, influenzando negativamente i prezzi delle azioni.

  • L'inflazione: Un aumento dell'inflazione o aspettative di inflazione crescente possono far temere agli investitori un inasprimento delle politiche monetarie, riducendo così la propensione al rischio e provocando vendite sui mercati azionari.

  • Aspettative e Posizionamenti: Quando gli investitori sono posizionati troppo ottimisticamente o eccessivamente esposti su un certo asset, come le azioni USA, un cambiamento nelle aspettative può portare a un rapido ridimensionamento delle posizioni, innescando vendite massicce. Questo può essere esacerbato da un eccesso di liquidità che, una volta ritirata o ridotta, può smorzare il rialzo dei mercati.

IL POSIZIONAMENTO OTTIMISTICO

l recente sondaggio di Bank of America sui gestori di fondi ha rivelato che i fondi sono sovrappesi sulle azioni statunitensi ai livelli massimi mai registrati. Questo è indicativo di un forte ottimismo riguardo alle prospettive economiche degli Stati Uniti. I dati mostrano che l'allocazione verso le azioni USA è aumentata significativamente mese su mese. Lo sappiamo quando ci sono troppi ottimisti una minima discesa può creare un effetto valanga.

LA DISTORSIONE DELLA REALTÀ

Ricordate quando pochi giorni fa festeggiavamo Bitcoin a 100.000 dollari? Ora che abbiamo toccato i 108.000 e siamo ritornati sotto ai 100.000 dollari è come se la criptovaluta numero uno al mondo fosse crollata quando in realtà il livello è ancora lo stesso di pochi giorni fa. Strano vero? Questa è solo percezione definibile come bias dell'ancoraggio.

Il bias dell'ancoraggio si verifica quando si attribuisce troppa importanza alla prima informazione (l'ancora) ricevuta su un argomento,

influenzando così tutte le decisioni successive. Questo può portare a stime o giudizi sbagliati perché si tende a non allontanarsi abbastanza dall'ancora iniziale, anche quando si presentano nuove informazioni. Ad esempio, nel negoziare prezzi, la prima cifra proposta può ancorare la percezione del valore di un prodotto. Per mitigare questo bias, è fondamentale considerare criticamente l'ancora e cercare dati indipendenti per formare un'opinione più equilibrata.

SPECCHIETTO PER L'INVESTITORE

Il calo di questi giorni è stato fisiologico dopo una salita che dura da più di due anni. Ad oggi non può essere nemmeno considerato calo ma lo chiamerei presa di beneficio.

Immaginate di essere una grande casa di investimento che ha avuto un 2024 molto profittevole e volete portare a casa i guadagni fatti fino ad oggi. Cosa fareste?

Questo è quello che è successo in queste 48 ore. È importante ricordare che i mercati non seguono mai un andamento lineare e periodi di flessione sono normali all'interno di un ciclo di crescita.

Se il calo dovesse continuare, osserviamo l'immagine qui a fianco che mette a confronto i mercati rialzisti con quelli ribassisti: storicamente, le fasi di crescita sono più lunghe e incisive rispetto ai ribassi, che spesso si concentrano in periodi più brevi. Non dimentichiamo che la disciplina e la visione di lungo termine restano fondamentali.

Disclaimer

I dati riportati in questo documento hanno finalità puramente informative e non rappresentano in alcun modo una consulenza finanziaria o un invito all'investimento. Le opinioni espresse riflettono esclusivamente il mio punto di vista (Gianmaria Pini) e sono formulate in base all’attuale contesto macroeconomico. Tali valutazioni sono soggette a cambiamento nel tempo. Non si garantisce l’accuratezza o la completezza delle informazioni fornite. Le performance passate non sono indicative di risultati presenti o futuri.