Il mercato rialzista

Il mercato azionario è in rialzo da ottobre del 2022. Come potrebbe evolversi a questo punto la situazione? Analizziamo i dati storici e le implicazioni a livello psicologico.

Gianmaria Pini

1/8/20253 min read

Dopo due anni di forte rialzo, emergono tipicamente due opposti atteggiamenti mentali: Da un lato, si sviluppa un senso di eccessiva sicurezza (overconfidence bias) che porta molti investitori a credere di poter prevedere con certezza la continuazione del trend positivo. Questo eccesso di ottimismo può portare a sottovalutare i rischi e ad assumere posizioni troppo aggressive. Dall'altro, si manifesta la "sindrome dell'altezza" - la tendenza a diventare eccessivamente cauti proprio quando i mercati raggiungono nuovi massimi. Questo fenomeno si basa sul bias cognitivo che ci fa pensare che "ciò che sale deve scendere", anche quando non esistono ragioni fondamentali per una inversione.

È interessante notare come questi due opposti atteggiamenti psicologici creino proprio quella volatilità non lineare che caratterizza i mercati. I momenti di euforia collettiva si alternano a fasi di paura diffusa, generando oscillazioni che però, come mostrano i dati storici dell'S&P 500, si inseriscono spesso in un trend di fondo positivo.

Nell’immagine che vi ho condiviso condivisa da Grant Hawkridge si vede come solitamente l’inizio dell’anno post elettorale sia altalenate per poi partire per un bel trend positvo. Attenzione, questo non significa che anche per questo 2025 il percorso sia il medesimo.

Quindi ora che facciamo?

Da ottobre 2022 stiamo vivendo un mercato rialzista con due anni molto positivi, il 2023 e il 2024. Cosa è successo storicamente dopo un rialzo di questo tipo? L'analisi storica dagli anni 50 ad oggi rivela un pattern interessante: quando l'indice registra un rialzo superiore al 20%, la tendenza positiva tende a consolidarsi. Più specificamente, nell'81% dei 21 casi osservati, l'anno successivo ha generato rendimenti positivi, con una media superiore al 10% Ancora più significativo è il comportamento dopo due anni consecutivi di performance superiori al 20% - uno scenario verificatosi 8 volte dal 1950. In sei di questi episodi, il terzo anno ha mantenuto il momentum positivo, producendo rendimenti medi superiori al 12%.

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Investire sui massimi

Il famoso detto sostiene che più lungo è il periodo di investimento, maggiore è la probabilità di ottenere rendimenti positivi. Tuttavia, è necessario fare alcune considerazioni importanti:

1.Un periodo di investimento più lungo non garantisce automaticamente rendimenti positivi. Anche su orizzonti temporali estesi (15-20 anni), esiste sempre una probabilità, seppur contenuta (circa il 6%, o poco più di 1 caso su 20), di registrare performance negative. Questo è un aspetto spesso sottovalutato dagli investitori che confidano eccessivamente nel potere del lungo termine.

2. La vera chiave per migliorare le probabilità di successo risiede in due elementi fondamentali: Una diversificazione intelligente, che non significa semplicemente distribuire gli investimenti su più strumenti, ma costruire un portafoglio dove le diverse componenti interagiscono in modo efficiente Una gestione attiva del rischio, che preveda meccanismi di protezione e ribilanciamento dinamico del portafoglio.

Questi due elementi, se implementati correttamente, possono: Ridurre la volatilità del percorso Migliorare il rapporto rischio/rendimento Aumentare la probabilità di raggiungere gli obiettivi finanziari Offrire una maggiore resilienza durante le fasi di stress dei mercati

Specchietto per l'investitore

In un mecato rialzista è importante conoscere i bias che potrebbero verificarsi, per questo serve coscienza di ogni movimento che vogliamo fare all’interno del nostro portafoglio. La chiave per navigare questi mercati è quindi riconoscere i propri bias psicologici: Evitare di farsi trascinare dall'euforia nelle fasi di forte rialzo Non cedere al panico durante le inevitabili correzioni Mantenere un approccio equilibrato basato su una strategia di lungo termine Ricordare che il timing perfetto dei mercati è impossibile, proprio a causa della loro natura non lineare

La consapevolezza di questi meccanismi psicologici, unita ai dati storici che mostrano una tendenza alla persistenza dei trend positivi, può aiutare gli investitori a mantenere una prospettiva equilibrata, evitando sia l'eccessivo ottimismo che il pessimismo ingiustificato.

Disclaimer:

I dati riportati in questo documento hanno finalità puramente informative e non rappresentano in alcun modo una consulenza finanziaria o un invito all'investimento. Le opinioni espresse riflettono esclusivamente il mio punto di vista (Gianmaria Pini) e sono formulate in base all’attuale contesto macroeconomico. Tali valutazioni sono soggette a cambiamento nel tempo. Non si garantisce l’accuratezza o la completezza delle informazioni fornite. Le performance passate non sono indicative di risultati presenti o futuri.